Cicladi Occidentali

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Vacanze in barca a vela Grecia Cicladi Occidentali

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Al centro del Mar Egeo, nello splendido puzzle bianco e blu di isole e mare che separa l’Attica dalle coste della Turchia, emergono dalle acque dell’Egeo le isole Cicladi. Tutte sono accomunate da un fascino unico che le rende una delle mete più ambite per chiunque voglia trascorrere una vacanza indimenticabile. Forse il modo migliore per visitarle è “dal mare” e allora quale scelta migliore di partecipare a una crociera in barca a vela nel regno del Meltemi? Paesaggi suggestivi fatti di pareti rocciose e spiagge solitarie, di villaggi bianchi che fanno da contrasto al blu intenso del mare di Poseidone. Le estati delle Cicladi sono calde, asciutte e sempre ventilate grazie al vento che soffia costantemente dai quadranti settentrionali da maggio a ottobre. Nell’aria, oltre al sapore della salsedine, si respirano la storia di una civiltà che ha più di cinquemila anni e i miti e le  leggende tramandate dai poemi epici di Omero. Ovunque questo arcipelago è disseminato di monumenti straordinari e siti archeologici impressionanti, basti pensare a Delos, l’isola di Apollo, dio del sole. L’isola è posta al centro delle Cicladi e ancora oggi è considerata un luogo sacro dove non è permesso nascere e morire. Lo splendore di questo arcipelago non ha paragoni: i paesini circondati da arenili incantevoli, le finestre blu sulle pareti delle bianche case, l’intrico dei vicoli stretti, le piccole cappelle con i tetti a cupola e i solitari mulini fanno delle Cicladi la meta ideale per trascorrervi una vacanza in barca a vela.

Quello riportato di seguito è la descrizione del percorso che Orlando seguirà in diversi periodi tra la primavera e l’estate.

C’è una porta di marmo a Giardini Naxos eretta il 29 ottobre del 2000 in occasione del gemellaggio tra le due Naxos, quella in Sicilia e l’isola al centro del Mare Egeo. Il monumento è il simbolo dell’apertura verso lo scambio fra popoli e culture. C’è una porta a Naxos, nelle Cicladi, costruita nel sesto secolo Avanti Cristo che doveva essere l’ingresso di un tempio dedicato ad Apollo. Attraverso la sua luce di 6 metri di altezza e quattro di larghezza il sole si adagia sull’orizzonte regalando tramonti indimenticabili. E’ al cospetto di questo spettacolo della natura che ci imbarcheremo per le Cicladi Occidentali. Lunedì mattina, mollate le cime d’ormeggio faremo rotta verso ovest per dare fondo alla nostra “danforth” nella turchese baia di Filizi a Paros. Nel pomeriggio, bordeggiando verso nord, raggiungeremo il pittoresco porto peschereccio di Naussa. L’approdo ha un piccola darsena interna, dove piccole barche da pesca, addobbate di reti coloratissime, sono ormeggiate davanti alle porte delle case. Martedì, con il vento in poppa, attraverseremo lo stretto canale fra Paros e Andiparos fino a gettare l’ancora al centro dei tre isolotti di Graropounta, uno specchio d’acqua di una trasparenza e colore stupefacenti. Ci sono ancoraggi per chi naviga a vela che valgono un tesoro, baie profonde con fondali sabbiosi e tutto attorno una natura strabiliante.  Uno di questi beni preziosi è la rada sulle coste meridionale della piccola Despotiko nella quale trascorreremo la mattina del mercoledì per poi, con una navigazione di un paio d’ore, attraccare nel sud di Sifnos. La prima impressione è quella di un luogo arido che ha poco da offrire ma presto l’isola ci farà cambiare idea. Ovunque si vedono terrazze coltivate con uliveti in cui nascono spontaneamente salvia, rosmarino, ginepro, origano e timo. Su ogni altura ci sono chiesette costruite nella caratteristica architettura cicladica e sulle montagne più alte monasteri isolati. Per chi è appassionato di cammini c’è un sentiero che porta sul picco più alto di Sifnos a 680 metri di altitudine sul quale si erge una costruzione imponente del XII secolo: il monastero di Profitis Ilias. “Da qui messere si domina la valle, ciò che si vede è…”, questi sono i versi con cui inizia il primo disco del Banco del Mutuo Soccorso registrato agli inizi degli anni ’70. Le parole cantate da Francesco di Giacomo sono state la prima cosa che mi è venuta in mente quando per la prima volta, da lassù, ho spaziato lo sguardo a 360 gradi sulle isole dell’Egeo sud-occidentale. Quattro miglia più a sud-ovest Kimolos ci accoglierà davanti alla sua spiaggia di finissima perlite bianca, un miglio più a est nuoteremo nelle acque azzurre del piccolo “anfiteatro” di Faros a Polyegos e in serata ceneremo, fuori dal tempo,  da “Postali”. La taverna,  che offre uno squisito Agnello al forno, ha una decina di tavolini allineati su una stretta stradina della deliziosa Chora di Kimolos. Sabato mattina, prima di lambire le multicolori scogliere di Milos, ci rilasseremo a pochi metri dalla spiaggia di Aliki di fronte al suggestivo paesino marinaresco di Pollonia sulla punta nord orientale dell’isola di Venere. Poi, nel tardo pomeriggio, giungeremo ad Adamas, il vivace porto principale di Milos.